Bar De’ Marchi

Piazza San Francesco, 4

de' marchi

Quando sentivi ululare significava che era entrata la Contessa. Un ceffone di qua, un vaffanculo di là, Melania, la Contessa del Pratello, si faceva largo tra i tavoli della saletta come una sciancata.
«Dai, non mi menare» la implorava sempre qualcuno per scherzo.
Ma la sentenza era inappellabile: «Ora non hai fatto niente, ma un giorno farai soffrire una ragazza». Sottinteso: quindi ti meno preventivamente.
Poi una volta c’era uno che suonava la chitarra per i fatti suoi. Melania riconobbe negli accordi del ragazzo la sua canzone preferita. Il ragazzo non osò contraddirla e, sollecitato dalla Contessa, continuò a suonare quello che stava suonando, che era proprio un’altra cosa.
La Contessa si schiarì la voce con un ululato dei suoi e poi cantò, stonatissima e maestosa come solo una signora può cantare: «E vaaa, il mio pensiero se ne vaaa…»

Cinema

Le notti di Cabiria, Federico Fellini

Musica

Mélanie, Georges Brassens

L’esperto consiglia

Cosa berrei io al De’ Marchi? un Gin Tonic.

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